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Gardenia, per 11 dipendenti trasferimento o tutti a casa
inserito il 25/03/2015

L'alternativa per chi non accetta la sede di Milano è la mobilità, anticamera del licenziamento - di Elisabetta Giorgi

«Non ci saranno conseguenze per la Gardenia e per Grosseto». Era questa la voce che si era alzata un anno e mezzo fa - era l’ottobre 2013 - dalla sede di via Giordania dove una voce interna alla storica azienda fondata dalla famiglia Croci aveva rassicurato: «Non sono previsti spostamenti, cessioni a società diverse, chiusure e mobilità del personale».

Oggi i fatti hanno dimostrato il contrario, e cioè che per 11 dipendenti della Gardenia si spalanca la strada della mobilità (leggi “licenziamento”) oppure, a scelta, quella di un difficile ricollocamento. Per esempio a Milano, dove in questi mesi si è progressivamente spostato il baricentro societario.
Una soluzione dolorosa e che di fatto è frutto di tutto quel che è successo in questi mesi. A dicembre scorso è stata creata la Leading Luxury group (Llg) che ha fatto di Milano la sede centrale e legale (controllata per il 50% da La Gardenia Beauty spa e per il restante 50% da Limoni spa). Sempre nella capitale lombarda sono stati trasferiti alcuni settori (commerciale, acquisti e marketing) che prima avevano il cuore a Grosseto. E mentre da una parte si è rafforzata la nuova identità milanese di Gardenia, dall’altra la sede maremmana ha visto progressivamente perdere pezzi.


Tra novembre e dicembre 2014 pare alle porte una scure: la soppressione di alcuni reparti che avevano sempre sede in via Giordania. Sono i reparti Acquisti, sviluppo e manutenzione, Losses Prevention, Marketing e Formazione, che spariranno dalla struttura con tutte le conseguenze del caso sul personale. Infatti il 15 settembre scorso la società ha avviato la procedura di mobilità per 11 dipendenti grossetani in esubero collegati a questi settori. Tutti e tre i sindacati, congiuntamente, si sono incontrati con l’azienda sottoscrivendo un verbale di accordo sulla procedura di mobilità.


Erano presenti Massimiliano Gatti (per Filcams Cgil), Simone Gobbi (per Fisascat Cisl) ed Enrica Buono (per Uiltucs); di fronte a loro il direttore del personale di Gardenia Francesco Caccavo e l’avvocatessa Paola Di Meo.
Cgil, Cisl e Uil spiegano all’unisono come l’incontro di ieri sia stato preceduto da un altro il 20 ottobre. Nell’occasione - riferiscono i sindacati - la Società Gardenia Beauty spa «aveva illustrato ai sindacati le cause che avevano portato all’eccedenza di 11 persone intraprendendo “un percorso di rinnovamento e risanamento per attuare una gestione più rispondente ai parametri di efficienza ed economicità aziendale che la Gardenia è tenuta a perseguire per assicurare il salvataggio dell’azienda”». Detto questo, continuano i sindacati, «abbiamo trovato un accordo in cui a tutte le 11 persone dichiarate in esubero è stata data la possibilità o di essere collocate in mobilità o di essere ricollocate a secondo del ruolo o a Milano o sui negozi o alla logistica». Si offrono incentivi per la mobilità. «Per i dipendenti che accetteranno la mobilità sarà previsto,per la non opposizione, un incentivo di 4000 euro netti come incentivo all’esodo più 500 euro a titolo di transazione. Per chi accetterà di trasferirsi a Milano l’azienda rimborserà parte delle spese (affitto, agenzia per la ricerca alloggio ecc). Gli 11 dipendenti avranno tempo fino al 10 novembre per manifestare la loro decisione».

Fonte: "Il Tirreno" (http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2013/06/28/news/gardenia-nubi-nere-all-orizzonte-1.7336465)

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