Accordo Unicoop

La Fisascat è pienamente gratificata del risultato raggiunto unitariamente con la firma dell’ipotesi di un contratto che aggiunge diritti anche sul tema di conciliazione vita-lavoro ai dipendenti.

Siamo fiduciosi che, nelle assemblee che si svolgeranno nei prossimi giorni, le novità e i risultati raggiunti  saranno apprezzati dai lavoratori.

Tips di previdenza

tips di previdenza
Cos’è la previdenza complementare e perché oggi è così importante? Chi è Previdenza Cooperativa e quali opportunità offre ai suoi iscritti?

Queste alcune delle domande a cui abbiamo voluto dare una risposta con queste 5 video-pillole tanto semplici quanto efficaci!

Hai mai pensato a cosa succederà quando andrai in pensione?
L’allungamento della vita e il calo delle nascite, le crisi economiche e le riforme del sistema previdenziale porteranno a un abbassamento degli importi delle pensioni future rispetto a quelle attuali. Ecco perché sarebbe bene iniziare sin da oggi a pensare come integrare la tua pensione pubblica con la previdenza complementare.

Se sei un lavoratore, socio o dipendente, di un’impresa cooperativa puoi aderire a Previdenza Cooperativa per accantonare una parte dei tuoi risparmi e costruire la tua pensione complementare. Previdenza Cooperativa rappresenta un’opportunità di risparmio che beneficia di numerose agevolazioni fiscali: scopri quali!

Al momento dell’iscrizione a Previdenza Cooperativa potrai scegliere tra diverse alternative per investire i tuoi contributi: i cosiddetti comparti di investimento. Previdenza Cooperativa prevede tre comparti: Sicuro, Bilanciato e Dinamico. Ogni comparto è pensato per andare incontro alle tue esigenze, come la tua età o la tua propensione al rischio.

Quante volte ti hanno detto che è meglio tenere i risparmi sotto il materasso, per poterli usare in caso di bisogno? E se ti dicessi che puoi farlo anche aderendo a Previdenza Cooperativa, il fondo pensione negoziale dei lavoratori delle imprese cooperative? Se sei iscritto al Fondo, infatti, puoi richiedere l’anticipazione o il riscatto di una parte delle risorse accumulate anche durante il periodo lavorativo per far fronte alle esigenze tue o della tua famiglia.

Sei un lavoratore, socio o dipendente, di un’impresa cooperativa? Scopri come aderire a Previdenza Cooperativa! Ogni mese metterai da parte dei risparmi, che saranno investiti e di cui potrai godere quando andrai in pensione o usarli durante il periodo lavorativo, per far fronte ai tuoi bisogni o a quelli dei tuoi familiari.

Sciopero farmacie comunali: alta adesione in Toscana.

Alta adesione allo sciopero regionale indetto in Toscana dei lavoratori delle farmacie comunali. A Firenze su 60 farmacie comunali sono rimaste chiuse 55

È stata alta l’adesione allo sciopero regionale indetto per lunedì 30 maggio in Toscana dei lavoratori delle farmacie comunali (ex municipalizzate): a Firenze su 60 farmacie comunali sono rimaste chiuse 55, e quelle aperte erano quasi tutte di turno.

L’iniziativa, spiega un comunicato stampa dei sindacati dei dipendentei, sta all’interno di una mobilitazione nazionale, lanciata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale scaduto ormai da sette anni.

Alla base della protesta di oggi, ribadiscono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, “l’indisponibilità dell’Associazione datoriale Assofarm a definire un impianto normativo ed economico adeguato alle professionalità del comparto, che tanto ha dato nel corso della pandemia, anche a fronte delle modifiche legislative intervenute che hanno cambiato in maniera sostanziale il lavoro del farmacista. Salario, orario di lavoro, mercato del lavoro e professionalità sono gli argomenti sui quali le proposte dell’associazione datoriale appaiono pesantemente insufficienti. Inaccettabile la richiesta datoriale di aumentare a 40 ore effettive l’orario di lavoro, in un settore in cui tra l’altro lavora un’ampia maggioranza di donne. Insufficiente, infine, anche la proposta datoriale sul riconoscimento della professionalità, quantificata da Assofarm con ‘un’indennità mensile di 20 euro lordi per i farmacisti che realizzino tutte le mansioni della farmacia dei servizi, di cui almeno 100 vaccinazioni l’anno”.

 

Fonte: http://www.farmacista33.it/sciopero-farmacie-comunali-alta-adesione-in-toscana-sindacati-professionalita-va-valorizzata/politica-e-sanita/news–61074.html

30 maggio: sciopero del personale delle farmacie comunali toscane

Il prossimo 30 maggio dalle ore 10:00 alle ore 12:00, le farmaciste ed i farmacisti che operano all’interno delle farmacie comunali della Toscana faranno sciopero e si ritroveranno al presidio regionale indetto dalle sigle confederali del settore: UILTuCS Toscana, Filcams e Fisascat. Il presidio regionale si terrà sotto la sede dell’associazione datoriale che riunisce le amministrazioni locali proprietarie o azioniste di società per la vendita del farmaco, la Confservizi Cispel Toscana, la cui sede regionale è situata in Via G. Paesiello 8 a Firenze.

Le farmaciste ed i farmacisti protestano perché da ben sette anni aspettano un rinnovo del contratto nazionale che regolamenti maggiormente l’organizzazione del lavoro e riconosca le altissime professionalità che le farmaciste ed i farmacisti hanno sviluppato ed aumentato durante il difficilissimo periodo pandemico che è ancora in corso.

 

Fonte: https://www.ilcittadinoonline.it/lavoro/sindacati/il-30-maggio-sciopera-il-personale-delle-farmacie-comunali-toscane/

Fisascat Cisl Toscana: lavoratori appalti nella sanità sono “invisibili”.

Gualtieri: “C’è bisogno di maggiore attenzione da parte degli enti pubblici. Ecco i risultati dell’indagine Cisl”

“In Toscana proprio nel settore in cui la salute dovrebbe essere più garantita, quello sanitario, ci sono lavoratori, quelli degli appalti, che vivono una condizione critica per la sicurezza e le condizioni di lavoro: c’è bisogno di maggiore attenzione da parte degli enti pubblici”. A dirlo è Alessandro Gualtieri, segretario generale della Fisascat-Cisl Toscana, per portare alla luce la situazione dei lavoratori (circa 5.500 in Toscana) che lavorano in ospedali e presidi sanitari, impegnati in pulizie, mense, servizi di trasporto farmaci “e che – denuncia la Fisascat – nella sanità toscana sono trattati come dei lavoratori invisibili”.

Le critiche della Fisascat prendono spunto dai risultati di una indagine che il sindacato Cisl del settore commercio, turismo e servizi, ha svolto su sicurezza e condizioni dei lavoratori in appalto nei presidi ospedalieri della Toscana.

Circa 400 gli addetti complessivamente coinvolti, in tutto il territorio regionale. Più di uno su cinque (il 22%) di loro non ha avuto una idonea visita medica e una identica percentuale dichiara di non avere dispositivi di sicurezza adeguati; il 15% non ha mai partecipato ad un corso di formazione sulla sicurezza e tra quanti lo hanno fatto il 41% non ha avuto aggiornamenti; il 60% di questi lavoratori non conosce neppure il delegato alla sicurezza del luogo dove lavora e ignora le ‘interferenze lavorative’ per la tutela della sicurezza. E ancora, a conferma del fatto che si tratta di lavoratori ‘invisibili’, l’86% di loro denuncia di non avere adeguato spazio nello spogliatoio (compreso l’armadietto), l’82% non ha parcheggi riservati, il 96% non ha sala mensa.

“In un luogo, come quello sanitario – dice Gualtieri – dove la sicurezza dovrebbe essere super garantita e dove è inclusa nel costo dell’appalto, in realtà non è considerata basilare né dall’impresa che svolge il servizio, che evidentemente si sente protetta dalla scarsità di controlli, né dall’azienda appaltante, che con altrettanta evidenza non considera questi lavoratori come fondamentali al funzionamento del presidio sanitario. Ecco perché parliamo di lavoratori invisibili”.

“Se non fosse così – continua Gualtieri – ci domandiamo perché in tutte le progettazioni di presidi ospedalieri non sono mai previsti spazi per spogliatoi e mense dei lavoratori in appalto; perché i parcheggi sono riservati solo ai lavoratori pubblici e vietati a quelli in appalto?”.

“Per questo – conclude il segretario Fisascat Toscana – chiediamo una maggiore attenzione da parte dell’ente pubblico per la sicurezza e la dignità di chi lavora e per il controllo del rispetto delle regole”.

 

Fonte: https://www.corrieredelleconomia.it/2022/05/11/fisascat-cisl-toscana-lavoratori-appalti-nella-sanita-sono-invisibili/

Sanità, Fisascat: “Situazione critica su condizioni di lavoro e sicurezza per gli addetti degli appalti”

“In Toscana proprio nel settore in cui la salute dovrebbe essere più garantita, quello sanitario, ci sono lavoratori, quelli degli appalti, che vivono una condizione critica per la sicurezza e le condizioni di lavoro: c’è bisogno di maggiore attenzione da parte degli enti pubblici.” A dirlo è Alessandro Gualtieri, segretario generale della Fisascat-Cisl Toscana, per portare alla luce la situazione dei lavoratori (circa 5500 in Toscana) che lavorano in ospedali e presidi sanitari, impegnati in pulizie, mense, servizi di trasporto farmaci “e che – denuncia la Fisascat – nella sanità toscana sono trattati come dei lavoratori invisibili.” Le critiche della Fisascat prendono spunto dai risultati di una indagine che il sindacato Cisl del settore commercio, turismo e servizi, ha svolto su sicurezza e condizioni dei lavoratori in appalto nei presidi ospedalieri della Toscana. Circa 400 gli addetti complessivamente coinvolti, in tutto il territorio regionale. Più di uno su cinque (il 22%) di loro non ha avuto una idonea visita medica e una identica percentuale dichiara di non avere dispositivi di sicurezza adeguati; il 15% non ha mai partecipato ad un corso di formazione sulla sicurezza e tra quanti lo hanno fatto il 41% non ha avuto aggiornamenti; il 60% di questi lavoratori non conosce neppure il delegato alla sicurezza del luogo dove lavora e ignora le ‘interferenze lavorative’ per la tutela della sicurezza. E ancora, a conferma del fatto che si tratta di lavoratori ‘invisibili’, l’86% di loro denuncia di non avere adeguato spazio nello spogliatoio (compreso l’armadietto), l’82% non ha parcheggi riservati, il 96% non ha sala mensa. “In un luogo, come quello sanitario – dice Gualtieri – dove la sicurezza dovrebbe essere super garantita e dove è inclusa nel costo dell’appalto, in realtà non è considerata basilare né dall’impresa che svolge il servizio, che evidentemente si sente protetta dalla scarsità di controlli, né dall’azienda appaltante, che con altrettanta evidenza non considera questi lavoratori come fondamentali al funzionamento del presidio sanitario. Ecco perché parliamo di lavoratori invisibili.” “Se non fosse così – continua Gualtieri – ci domandiamo perché in tutte le progettazioni di presidi ospedalieri non sono mai previsti spazi per spogliatoi e mense dei lavoratori in appalto; perché i parcheggi sono riservati solo ai lavoratori pubblici e vietati a quelli in appalto ?” “Per questo – conclude il segretario Fisascat Toscana – chiediamo una maggiore attenzione da parte dell’ente pubblico per la sicurezza e la dignità di chi lavora e per il controllo del rispetto delle regole.”

Fonte: https://www.gonews.it/2022/05/10/sanita-fisascat-situazione-critica-su-condizioni-di-lavoro-e-sicurezza-per-gli-addetti-degli-appalti/

Lavoro stagionale: siglati gli accordi tra Fisascat Toscana e Uiltucs-Uil Toscana con Confcommercio e Confesercenti

Lavoro stagionale: siglati gli accordi tra Fisascat Toscana e Uiltucs-Uil Toscana con Confcommercio e Confesercenti

Gli accordi sottoscritti prevedono che i titolari di negozi potranno rafforzare il proprio organico, nei periodi di maggiore concentrazione del lavoro, assumendo nuovi dipendenti con contratti stagionali a tempo determinato in deroga alla legge e al contratto nazionale.

Potranno utilizzare questi accordi le imprese del commercio e del terziario delle località previste dagli accordi (sostanzialmente località turistiche e città d’arte) – consultabili nella sezione “settori > terziario – commercio”.

Di fatto, l’intesa estende ai lavoratori del commercio benefici e diritti previsti nello stesso accordo, , come il diritto di precedenza all’assunzione a tempo determinato e indeterminato e l’obbligo del datore di lavoro di rispettare tutte le norme di sicurezza sul lavoro.

“Con questo accordo vogliamo promuovere la flessibilità in entrata, assunzioni tutelate da diritti aggiuntivi e con attenzione alla sicurezza. È un accordo che combatte il dumping contrattuale e premia il lavoro regolare, con un monitoraggio che ci permetterà di valutare con dati certi il valore dello stesso accordo”, dice il segretario generale dalla Fisascat- Cisl Toscana Alessandro Gualtieri.

Carrefour, ora c’è l’accordo, scongiurati 14 licenziamenti

Ad annunciarlo sono le tre segreterie di Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Uiltucs. I lavoratori potranno rinunciare al posto soltanto su base volontaria

 

MASSA. Scongiurati i 14 esuberi previsti presso il Carrefour. Saranno i lavoratori stessi ad accettare o meno il loro licenziamento. Ad annunciarlo sono le tre segreterie provinciali di Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Uiltucs, a seguito della buona riuscita della trattativa portata avanti a livello nazionale. «L’impresa -spiega il comunicato- aveva presentato nel settembre 2021 un piano di riorganizzazione, contenente la cessione di 106 punti vendita in franchising e la conseguente apertura di una procedura di mobilità con contestuale dichiarazione di esuberi», cosa che per l’ipermercato di Massa avrebbe riguardato 14 lavoratori full-time. L’intesa prevede due differenti accordi, un protocollo per la gestione del franchising e l’accordo sulla procedura di licenziamento collettivo. I punti vendita in franchising vengono appunto affidati alla gestione di imprenditori terzi, ma più volte le tre sigle avevano denunciato situazioni di «mancato rispetto delle condizioni contrattuali, normative e delle libertà sindacali; con l’accordo si prevede che l’azienda, nel momento della stipula del contratto con gli imprenditori, inserisca delle clausole che vincolino gli stessi gestori all’applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore, al rispetto delle normative, della salute e della sicurezza. Nel caso in cui vengano affittati o ceduti a terzi dei punti vendita a gestione diretta, continuerà ad essere applicata la contrattazione integrativa aziendale vigente». Ma la vera vittoria dei sindacati, e che interessa principalmente i quattordici dipendenti, è l’accordo sulla procedura di licenziamento collettivo. «I licenziamenti potranno essere attuali con il solo criterio della non opposizione a fronte di un incentivo all’esodo, quindi a seguito di un accordo tra lavoratore ed azienda, privilegiando la volontarietà», annunciano le tre segreterie. In altre parole, il licenziamento avverrà su base volontaria, quindi se il dipendente accetterà tale soluzione, in cambio però di una buona uscita. Un altro risultato dell’accordo è quello di far assumere all’impresa l’impegno a non prevedere ulteriori affidamenti a terzi di attività, ponendo così un forte limite alla pratica delle esternalizzazioni, cosicché tali uscite di lavoratori diretti siano sostituite da lavoratori dipendenti per conto terzi. Per questo, Cgil Filcams, Cisl Fisascat e Uil Uiltucs ritengono «positiva l’intesa raggiunta, avendo minimizzato l’impatto di un piano particolare critico e al tempo stesso posto basi e strumenti utili a migliorare le condizioni di lavoro nei punti vendita diretti, affrontando il tema del franchising ed escludendo il rischio di dumping contrattuale». Ora inizierà una fase altrettanto importante a livello locale».

 

Fonte: iltirreno

Concessioni demaniali, i sindacati ai ministeri: “Tutelare l’occupazione”

Concessioni demaniali, dopo il pronunciamento della giustizia amministrativa per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs necessario confronto tra tutti gli attori in campo per garantire, nella crisi senza precedenti del settore, continuità e sostenibilità dell’occupazione per le migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti.

Dopo le recenti sentenze del Consiglio di Stato e la conseguente definizione del 31 dicembre 2023 quale scadenza per la proroga delle concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative, le categorie del Turismo di Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme rispetto al rischio occupazionale per i lavoratori diretti e in appalto in forza presso le oltre 60 mila concessioni demaniali marittime delle quali circa 12 mila per stabilimenti balneari.

Per Filcams, Fisascat e Uiltucs, alla luce del previsto riordino della materia che, secondo quanto sentenziato lo scorso novembre dal massimo giudice amministrativo, dovrà avvenire in conformità ai principi e alla normativa di derivazione europea, è prioritario definire con tempestività tutele occupazionali adeguate per i tanti lavoratori che prestano attività in tale ambito.
In considerazione dell’istituzione ad inizio anno di un tavolo interministeriale in materia, le stesse sigle sindacali hanno provveduto a sollecitare il Ministero del Turismo, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie ai fini dell’avvio di un confronto tra le Parti sociali del comparto.

Fonte: livornopress.it