Un importante traguardo per la Fisascat di Grosseto

La Fisascat Grosseto è riuscita ad ottenere in tempi brevissimi il riconoscimento di ben 960€ per una pratica di ricovero, convalescenza e ticket sanitari per un’iscritta che svolge la professione di badante.

La vicenda evidenza l’importante ruolo che la Fisascat svolge nel servizio di assistenza ai propri iscritti, i quali possono percepire una serie di contributi e prestazioni erogati da enti come CAS.SA.COLF.

CAS.SA.COLF è lo strumento che il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (sottoscritto da FISASCAT CISL in rappresentanza dei lavoratori domestici) ha costituito per fornire prestazioni e servizi a favore dei lavoratori e datori di lavoro iscritti, comprensive di trattamenti assistenziali sanitari e assicurativi, integrativi e aggiuntivi delle prestazioni pubbliche per migliorare la tutela sociosanitaria.

L’importo ottenuto e la rapidità di risoluzione della pratica sono un grande orgoglio per tutta la Fisascat Toscana.

Per maggiori informazioni sulle prestazioni erogate da CAS.SA.COLF consulta il sito https://www.cassacolf.it/

Confcommercio apre alla Cisl: “Parliamoci”

Il direttore Gabriella Orlando raccoglie la proposta di Simone Gobbi e rilancia: “Partiamo dai dati reali”

Fisascat Cisl chiama, Confcommercio Grosseto risponde.

Ieri, da queste colonne, il segretario generale della categoria del commercio della Cisl di Grosseto, Simone Gobbi, intervenendo nel dibattito lanciato da La Nazione sulle difficoltà delle imprese del turismo a reclutare personale stagionale aveva lanciato una sfida a Confcommercio (e di conseguenza anche a Confesercenti). “L’ultima contrattazione settoriale provinciale, tra organizzazioni settoriali e l’associazione albergatori, risale al 17 maggio 1984; tra qualche giorno sarà il compleanno di quell’accordo che compirà 38 anni e sarebbe un bel regalo iniziare nuovamente la trattativa” aveva scritto Gobbi.

Gabriella Orlando, direttore Confcommercio Grosseto, non si tira in dietro.

“Raccolgo positivamente la proposta di Simone Gobbi di Fisascat Cisl – dice Orlando – La contrattazione integrativa è certamente un valido strumento per ripristinare un equilibrio che evidentemente negli ultimi anni si è perso. Possiamo partire da una certezza: il successo dell’azienda si ottiene quando l’imprenditore riesce a stare sul mercato anche grazie ai propri dipendenti. E quindi è interesse comune avere reciproca soddisfazione, sotto tutti i punti di vista. I diritti dei lavoratori, devono trovare reciprocità verso gli imprenditori. Ecco perchè parlo di equilibrio. Il tema dei salari – prosegue la Orlando – è indubbiamente il più urgente, e su questo l’unica vera soluzione (della quale si parla da troppi anni ma senza, per ora, arrivare all’obiettivo) è la riduzione del cuneo fiscale. Insieme con le organizzazioni sindacali lavoreremo anche per incentivare e migliorare gli strumenti di welfare, ma dovremo impegnarci anche a lavorare sulla flessibilità. Nei settori turismo e ristorazione la flessibilità è sempre di più determinante. E quindi l’innovazione nei modelli organizzativi è, a mio parere, la strada obbligata”.

 

Fonte: https://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/confcommercio-apre-alla-cisl-parliamoci-1.7671935

Fisascat Cisl chiama Ascom: “Affrontiamo il problema insieme”

Simone Gobbi: “È anche un problema di salari e l’ultimo tavolo concertativo su questo aspetto è del 1984. Aggiorniamolo”

“Manca la manodopera qualificata perché le difficoltà degli ultimi tempi l’hanno spinta verso altri settori produttivi”. Questa, in estrema sintesi, il punto di vista di Simone Gobbi, segretario generale della Fisascat Cisl Grosseto, sul problema dell’irreperibilità degli stagionali nel turismo.
“Ho letto con interesse le dichiarazioni rilasciate a La Nazione dai rappresentanti di Fipe, Confcommercio e Confesercenti – dice Gobbi – e sono contento che quest’anno la questione degli stagionali nel settore turistico sia più pacata e meno demagogica. Le loro parole stimolano diverse riflessioni e vanno verso la formulazione di un’ipotesi per risolvere il problema”.

Quali riflessioni e quali soluzioni?
“Nel turismo i problemi che affliggono il lavoro, a mio avviso, sono quattro: la continuità salariale e contributiva, la formazione e la scuola, l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, la dinamica salariale”.

Quale di questi aspetti pesa di più?
“Il turismo è il settore dove i lavoratori sono tra i più penalizzati in termini di ammortizzatori sociali. La Naspi ha introdotto un meccanismo di calcolo che non va a coprire l’intero anno se non si lavora almeno 8 mesi ed abbiamo una stagione estiva che negli anni si è ridotta sempre più. Se a questo sommiamo l’incertezza creata dalla pandemia abbiamo la tempesta perfetta. Da anni chiediamo un ammortizzatore sociale specifico per il settore turistico, ma il Governo nicchia”.

E la formazione quanto incide sul problema della manodopera qualificata?
“Stando al rapporto Eduscopio, di tutti gli studenti che escono dai 28 istituti alberghieri presenti in Toscana, dopo 2 anni dal diploma solo il 49% svolge un lavoro coerente con gli studi effettuati. Anche nella nostra provincia la situazione è simile: il 70% dei ragazzi che si sono messi in gioco nel proprio settore hanno avuto un lavoro temporaneo e molto breve. Il turismo non garantisce loro quella garanzia di continuità salariale e contributiva necessaria per emanciparsi dal nucleo familiare e poter fare un minimo di programmazione per il futuro”.

Come si contrasta il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro?
“Con uno strumento super partes come quello della bilateralità, in grado di contribuire alla creazione e al consolidamento dell’occupazione. Su questo il nostro Ente Bilaterale del Turismo (Ebtt) ha da sempre dimostrato una grande lungimiranza”.

E sui salari come commenta?
“Ho apprezzato l’intervento di Gabriella Orlando sui salari poco competitivi. Condivido la sua lettura e lancio una proposta: mettiamoci a un tavolo e avviamo una contrattazione integrativa settoriale. L’ultima contrattazione settoriale provinciale, tra organizzazioni settoriali e l’associazione albergatori, risale al 17 maggio 1984. Tra qualche giorno sarà il compleanno di quell’accordo che compirà 38 anni e sarebbe un bel regalo iniziare nuovamente la trattativa”.

Lavoro stagionale: siglati gli accordi tra Fisascat Toscana e Uiltucs-Uil Toscana con Confcommercio e Confesercenti

Lavoro stagionale: siglati gli accordi tra Fisascat Toscana e Uiltucs-Uil Toscana con Confcommercio e Confesercenti

Gli accordi sottoscritti prevedono che i titolari di negozi potranno rafforzare il proprio organico, nei periodi di maggiore concentrazione del lavoro, assumendo nuovi dipendenti con contratti stagionali a tempo determinato in deroga alla legge e al contratto nazionale.

Potranno utilizzare questi accordi le imprese del commercio e del terziario delle località previste dagli accordi (sostanzialmente località turistiche e città d’arte) – consultabili nella sezione “settori > terziario – commercio”.

Di fatto, l’intesa estende ai lavoratori del commercio benefici e diritti previsti nello stesso accordo, , come il diritto di precedenza all’assunzione a tempo determinato e indeterminato e l’obbligo del datore di lavoro di rispettare tutte le norme di sicurezza sul lavoro.

“Con questo accordo vogliamo promuovere la flessibilità in entrata, assunzioni tutelate da diritti aggiuntivi e con attenzione alla sicurezza. È un accordo che combatte il dumping contrattuale e premia il lavoro regolare, con un monitoraggio che ci permetterà di valutare con dati certi il valore dello stesso accordo”, dice il segretario generale dalla Fisascat- Cisl Toscana Alessandro Gualtieri.

Confcommercio Toscana e sindacati: ‘Prolungare la cassa integrazione per evitare l’ecatombe di posti di lavoro’

A rischio in Toscana 30mila occupati nel terziario

Firenze: “Il terziario toscano è in allarme: sono a rischio almeno 30mila posti di lavoro se il Governo non interviene con nuovi ammortizzatori sociali che aiutino le imprese ad evitare i licenziamenti”. Lo scrivono in una nota congiunta Confcommercio Toscana e i sindacati regionali dei lavoratori del settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

“Con il rialzo dei contagi e le nuove regole di contenimento della pandemia, molte imprese sono di nuove piombate nell’incubo”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni. “A vivere le situazioni più drammatiche sono i comparti di turismo e pubblici esercizi, discoteche in testa, ma nei centri storici delle città d’arte la crisi tocca un po’ tutte le attività, dal commercio ai servizi. Senza turisti, con pochi residenti e ora con i lavoratori di pubblico e privato spesso nuovamente assenti perché in smartworking, i locali hanno perso il 70% degli incassi e oltre. Difficile dire quanto possano ancora durare queste aziende, già logorate da due anni di stop-and-go. Va meglio nelle periferie e nei borghi più piccoli, dove si lavora con i residenti, ma anche lì la riduzione degli affari c’è, sebbene limitata ad un 30% circa”.

“Viviamo un lockdown mascherato, che stavolta non tocca alle imprese ma alle persone. Così, il Governo evita di prendersi responsabilità e ci abbandona a gestire la crisi da soli”, sottolinea con durezza il presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano (nella foto). “Con incassi in picchiata e costi che continuano a correre al rialzo, vedi le bollette, la nostra priorità ora è sopravvivere. E questo significa che, se la cassa integrazione non sarà rifinanziata, ricorrere ai licenziamenti sarà per noi uno strumento di legittima difesa. Ma sarà come gettare al vento anni di sacrifici, di formazione e di esperienza, quel saper fare che solo un dipendente ben preparato può possedere ai massimi livelli. Quando ripartirà l’economia, tutte le nostre imprese saranno più povere, senza le persone alle quali ora sono costrette a rinunciare. Sarà più povero tutto il nostro Paese, che così rinuncia ad un modello produttivo e distributivo che ha creato uno stile di vita invidiato nel mondo”.

Anche le organizzazioni sindacali dei lavoratori esprimono preoccupazione per il mancato protrarsi delle misure definite nei mesi scorsi: “sono a rischio l’occupazione e il reddito per lavoratrici e lavoratori del turismo, del terziario e degli appalti di servizi, ancora interessati dalla crisi”, dicono le sigle regionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, che ribadiscono: “per le categorie del commercio, del turismo e dei servizi di Cgil, Cisl e Uil della Toscana si rende necessario provvedere immediatamente ad una ulteriore proroga degli ammortizzatori con causale Covid e del blocco dei licenziamenti, per evitare che nei primi mesi dell’anno esploda una crisi occupazionale che, sinora, si è riusciti ad evitare”.

“La cassa integrazione Covid è terminata il 31 dicembre scorso e ancora il Governo non è chiaro su chi e come potrà sperare in un suo rifinanziamento. Ma il terziario non è figlio di un dio minore, così come non lo sono i suoi lavoratori”, concludono il presidente e il direttore di Confcommercio Toscana Aldo Cursano e Franco Marinoni. “La chiusura di una fabbrica con centinaia di operai fa giustamente notizia e provoca reazioni sdegnate. Vorremmo che lo stesso sdegno nascesse di fronte al pericolo che migliaia di dipendenti da piccole aziende di turismo e commercio perdano il posto”.

Fonte: maremmanews.it

Nuove norme anti Covid sul lavoro, Fisascat: «Tutelino anche gli addetti della Gdo»

FIRENZE – «Alla vigilia delle nuove restrizioni che saranno introdotte nel mondo del lavoro per il contrasto alla pandemia, ci chiediamo come mai non sia applicata la stessa tutela per le lavoratrici e i lavoratori della distribuzione moderna organizzata, della distribuzione cooperativa e del commercio che responsabilmente dall’inizio dell’emergenza covid 19 hanno adottato una serie di misure per valorizzare la sicurezza nei luoghi di lavoro».

A dirlo in una nota Fisascat Toscana che chiede che «le misure sulla sicurezza adottate nei luoghi di lavoro, siano estese anche alle lavoratrici e ai lavoratori dei comparti interessati esposti quotidianamente a rischi importanti».
 

Il sindacato segnala anche «il preoccupante calo di attenzione che si registra in alcune sedi di lavoro dove a volte non si misura più la temperatura e dove si sottovaluta nei fatti le misure minime di controllo. Così come è giusto implementare ogni azione che favorisca la tutela di tutti i cittadini, è anche giusto riconoscere a tutti i lavoratori in prima linea in questa emergenza pandemica il diritto alla salute e ad una serenità lavorativa per quanto possibile in questo momento».

Fonte: AgenziaImPress.it

Commercio e Covid, Fisascat-Cisl Toscana: “Stesse tutele per tutti”

FIRENZE – “Alla vigilia delle nuove restrizioni che saranno introdotte nel mondo del lavoro per il contrasto alla pandemia, ci chiediamo come mai non sia applicata la stessa tutela per i lavoratori della distribuzione moderna organizzata, della distribuzione cooperativa e del commercio che responsabilmente dall’inizio dell’emergenza Covid-19 hanno adottato una serie di misure per valorizzare la sicurezza nei luoghi di lavoro”. A dirlo, in una nota, è la Fisascat-Cisl Toscana, che aggiunge: “Chiediamo che le misure sulla sicurezza adottate nei luoghi di lavoro, siano estese anche ai lavoratori dei comparti interessati esposti quotidianamente a rischi importanti”.

“Segnaliamo – conclude il comunicato – anche il preoccupante calo di attenzione che si registra in alcune sedi di lavoro dove a volte non si misura più la temperatura e dove si sottovaluta nei fatti le misure minime di controllo. Così come è giusto implementare ogni azione che favorisca la tutela di tutti i cittadini, è anche giusto riconoscere a tutti i lavoratori in prima linea in questa emergenza pandemica il diritto alla salute e ad una serenità lavorativa per quanto possibile in questo momento”.

Fonte – Piananotizie.it

Sportello Welfare Fisascat Cisl: oltre 100 domande per i buoni a sostegno dei lavoratori

Bonus libri, nascita, asilo nido e disabilità, tra i sostegni messi a disposizione dagli enti bilaterali

Sono oltre 100 le domande inviate dalla Fisascat Cisl di Grosseto, nei mesi di novembre e dicembre, per sostenere le famiglie con buoni da utilizzare in varie attività.

buoni messi a disposizione dei lavoratori e delle lavoratrici dagli enti bilaterali Ebct ed Ebtt si dividono in: bonus libri, riconosciuto per un massimo di 150 euro per l’acquisto di libri di testo; bonus nascita, per coloro che hanno avuto o adottato un figlio nel 2021; bonus asilo nido, una tantum di 150 euro ai lavoratori con figli che frequentano l’asilo nido o la scuola materna. Inoltre, Ebtt ha erogato anche il bonus disabilità-legge 104, riconosciuto ai lavoratori con grave disabilità o con un familiare con grave disabilità.

L’ente bilaterale Ebittosc, invece, ha sostenuto i lavoratori che hanno usufruito dell’ammortizzatore sociale della cassa integrazione dal 2020, tramite un sostegno economico chiamato “Buono che ti meriti“.

Grazie a questi bonus – spiega Simone Gobbi, segretario generale Fisascat Cisl Grosseto – siamo riusciti ad aiutare molti lavoratori e lavoratrici che durante la pandemia si sono ammalati per il covid. In un’occasione, addirittura, siamo riusciti a far percepire a una lavoratrice un rimborso di ben 1200 euro. Tutto questo grazie alla compilazione delle domande per l’assistenza sanitaria integrativa, in questo caso il Fondo est, alla quale appartengono i lavoratori dipendenti del Ccnl terziario“.

Da inizio pandemia ad oggi sono stati messi a disposizione dai tre enti bilaterali in Toscana (Ebtt, Ebttosc ed Ebct) complessivamente 2 milioni e 570mila euro in risorse volte al recupero del salario perduto per cassa integrazione, pandemia, conciliazione vita-lavoro e sostegno al reddito.

“Sono numeri di assoluto rilievo e siamo orgogliosi – aggiunge Gobbi – del lavoro che stiamo svolgendo negli organismi dei vari enti. Bilateralità e welfare contrattuale sono strumenti molto importanti messi in campo dalla contrattazione collettiva ed il nostro sportello ha l’obiettivo di far conoscere questi strumenti a tutti i lavoratori e di dare supporto per la compilazione e l’invio delle pratiche necessarie”.

Lo sportello Welfare, a servizio dei lavoratori e delle lavoratrici, è uno dei servizi della Fisascat Cisl di Grosseto ed è aperto in tutte le sedi della provincia. Lo stesso sportello è diviso in Welfare contrattuale, con focus su assistenza sanitaria integrativa e sulla previdenza complementare, e Welfare enti bilaterali. Per informazioni è possibile chiamare il numero 0564.422319.

Fonte: grossetonotizie.com

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