Guarini: «Non c’è più tempo e non c’è più volontà di avviare o proseguire i negoziati se non cambia la posizione delle associazioni imprenditoriali, se non modificano il loro atteggiamento dilatorio, se non avanzano proposte concrete e costruttive: oggi è il tempo di chiudere i contratti, di firmare un accordo che garantisca aumenti retributivi subito!»

Roma, 22 novembre 2023 – «Siamo qui oggi, per stigmatizzare il ritardo, la lentezza, la scelta deliberata e consapevole delle associazioni imprenditoriali di procedere lungo un sentiero a dir poco accidentato nelle trattative, soprattutto nell’ultimo anno. Per mesi abbiamo portato avanti negoziati che sono stati affossati da chi sedeva dall’altra parte dei tavoli, da chi ha avanzato richieste regressive sul piano delle tutele, gli stessi che mai si sono seriamente resi disponibili a discutere di aumenti salariali. È evidente, oltre ogni dubbio, che si sta temporeggiando, e che lo si sta facendo sulla pelle di lavoratrici e lavoratori, perché l’inflazione c’è ancora, per quanto stia rallentando, ma soprattutto, la fiammata inflazionistica c’è stata, è stata forte, e non è stata ristorata ed ha inciso in maniera significativa sui bilanci famigliari di tutti i lavoratori e le lavoratrici».

Così il segretario generale della Fisascat Cisl Davide Guarini nelle conclusioni dell’Assemblea Intersettoriale Unitaria convocata all’Auditorium Angelicum di Roma. L’iniziativa, partecipata da oltre mille delegati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, per mantenere accesi i riflettori sui rinnovi contrattuali attesi da oltre 5 milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario distribuzione e servizi, della distribuzione moderna organizzata, della distribuzione cooperativa e del turismo, alberghi, ristorazione collettiva e commerciale, agenzie di viaggio e aziende termali.

Per il sindacalista non è più ulteriormente prorogabile l’intervento sull’aumento economico da riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori. «Il salario, elemento essenziale di ogni contratto collettivo nazionale è il nocciolo duro delle nostre rivendicazioni. Non possiamo accettare l’impostazione delle nostre controparti, unicamente finalizzata a riconoscere incrementi retributivi non adeguati rispetto all’andamento inflazionistico» ha stigmatizzato Guarini sottolineando che «non c’è più possibilità di discussione con chi a fronte di dovuti aumenti retributivi risponde con la necessità di modernizzare i contratti, di sottoscrivere un CCNL innovativo, attraverso la sterilizzazione degli scatti di anzianità, la rimozione dei ROL, il superamento della quattordicesima e la riduzione delle maggiorazioni previste per il lavoro domenicale e festivo».

Per il segretario generale della Fisascat Cisl «non si può pensare di rinnovare un contratto sul piano economico recuperando il valore economico degli aumenti attraverso interventi peggiorativi su istituti già presenti» e «non si può condividere in alcun modo il presupposto di un rinnovo del contratto ad isorisorse».

Il sindacalista ha ricordato che «negli accordi interconfederali sottoscritti dalle parti è previsto che le retribuzioni devono essere legate all’indice dei prezzi al consumo, perché solo così si concretizza la difesa del potere d’acquisto di chi lavora. Questo deve avvenire attraverso i contratti nazionali. È un impegno che, le parti sociali tutte, hanno preso congiuntamente e che solo una parte ha deciso di disattendere, adducendo di volta in volta nuove e inconsistenti motivazioni».

«Il 21 luglio scorso, nella prima Assemblea Intersettoriale Unitaria – ha chiosato – avevamo espresso l’urgente necessità di portare a termine i negoziati per il rinnovo dei contratti, avevamo richiamato le associazioni imprenditoriali al senso di responsabilità. In questi mesi, nel silenzio assordante delle nostre controparti, l’unica cosa che abbiamo sentito è stato solo l’eco delle nostre rivendicazioni».

«Che nessuno ci venga a chiedere alcunché circa le nostre prossime mosse. A lungo siamo stati interlocutori responsabili, attenti alle problematicità dei settori, abbiamo messo in campo tutta la buona volontà di discutere per costruire un accordo prima di arrivare ad iniziative unilaterali. Oggi non apriamo nessuna altra trattativa, non intendiamo tornare ai tavoli per discutere, perché ne è passato di tempo da quando le associazioni datoriali hanno deciso di annichilire ogni possibilità di dialogo vero. Chi pensa di tirare avanti un altro anno convocando nuovi incontri privi di esiti tangibili è completamente fuori strada. Noi abbiamo all’ordine del giorno solo un punto, che è l’aumento degli stipendi» ha rimarcato Guarini.

«Non c’è più tempo e non c’è più volontà di avviare o proseguire i negoziati se non cambia la posizione delle associazioni datoriali, se non modificano il loro atteggiamento dilatorio, e se non avanzano proposte concrete e costruttive: oggi è il tempo di chiudere i contratti, di firmare un accordo che garantisca aumenti retributivi subito!» ha poi esortato il sindacalista. Infine la chiamata alla mobilitazione e l’appello per «la massima unità e partecipazione, per far sentire una voce sola». «Ai milioni di lavoratrici e lavoratori del commercio, della distribuzione e dei servizi, a chi lavora nel turismo e nella ristorazione – ha concluso Guarini – diciamo che non rinunceremo al nostro ruolo, scenderemo in piazza il 22 dicembre, lo faremo insieme con tutti voi e state certi che ci faremo sentire».

Fonte: https://www.fisascat.it/news/assemblea-terziario-turismo